Marcello Gianferotti

“Il giro del mondo in 80 piatti”

CHI SONO

Sono Marcello Gianferotti. Ho iniziato a viaggiare all’età di 15 giorni. Ancora in fasce i mei “pazzi” genitori mi hanno preso e caricato con loro in un volo per la Tunisia, destinazione Zaguan per poi trasferirci dopo un po di tempo a Neber. Mio padre, ingegnere minerario, era stato assunto dall’Office de Mine Tunisino per la realizzazione e gestione di alcune miniere in Tunisia. Non ricordo bene di cosa si trattasse, ma ricordo ancora odori e sapori dell’epoca. Era il tempo in cui l’Africa era ancora l’Africa e le giornate scorrevano tranquille. Non c’erano i tagliatori di gole o di teste, non c’era l’ISIS, non c’era nulla. La Tunisia, che lasciai poi a 4 anni d’età, ha comunque lasciato in me ricordi vaghi, ovviamente derivanti più dai racconti che dalle effettive esperienze, ma ricordo bene che sin da quell’età memorizzavo già sapori ed odori.

Da quel momento per me fu un peregrinare per il mondo. Uno splendido ed affascinante peregrinare per il mondo che oggi, all’età della ragione (quasi), mi spinge a scrivere questo libro. Non tanto per raccontare la mia vita, cosa della quale credo non freghi nulla a nessuno, ma per raccontare un altro modo di vedere il mondo. Le librerie sono piene di libri e guide turistiche che insegnano e raccontano di tutto. Dove chiunque paghi diventa il miglior ristorante o la migliore attrazione. Ebbene quello che vorrei fare è raccontare con questo scritti i sapori e gli odori che ho incontrato. Ovunque sono andato ed ovunque sono passato anche per brevissimo tempo ho sempre e sistematicamente preteso di conoscere i gusti locali. La cucina locale e tipica di quel territorio spingendomi, per quanto possibile, all’analisi ed alla ricerca dei piatti che mangiavo. Ho recensito nei cassetti della mia memoria e sui miei moleskine ristoranti, bar, chioschi, e famiglie dove ho mangiato quello che cercavo.

Voglio condividere le mie esperienze ed i miei racconti cercando di descrivere sensazioni, piatti e ristoranti dal punto di vista onesto di un viaggiatore, sperando che questo possa appassionare lettori e d altri viaggiatori come ha appassionato me. Vi racconterò le ricette, tutte fattibili che spero proverete, dei piatti che hanno marchiato per me i territori. Non so se gli odori si percepiranno, ma si sa, l’immaginazione può arrivare ovunque.

Il giro del mondo in 80 piatti. Perché questo titolo? Da una parte per ricalcare indegnamente le orme di Jules Gabriel Verne che spero per questo non me ne voglia, dall’altro perché tra tanti ho cristallizzato nella mia mente 80 piatti ed 80 ricette che rappresentano il mio tour ed il percorso che da quasi maturo ho voluto ripercorrere e condividere con voi.

LA MIA GIOVENTU’

La mia gioventù ha sostanzialmente tre nomi: Tunisia, Madagascar e Italia. Sono i tre paesi dove sono cresciuto e dove si sono formati il mio gusto e le mie abitudini. L’approccio con l’Africa fu al seguito dei miei genitori, ma questo continente ed i paesi incontrati hanno lasciato in me e nella mia famiglia delle impronte forti. Molto forti. All’epoca, siamo negli anni 60/70, bisogna dire che più che una bella dose di coraggio ci volle una bella dose d’incoscienza da parte dei miei genitori per portare un bambino di 15 giorni in un posto dove il primo centro abitato fosse a 40 kmt di distanza.

Senza pediatra, senza negozi della Chicco o Pre-Maman ecc, senza i nonni a portata di mano. I nonni non fecero i salti di gioia bisogna dire. Comunque così fu. Mi toccò crescere in piena natura, accompagnato dal mio cane “Bella”, uno splendido pastore tedesco che mi faceva da babysitter, e l’immenso dispiacere per un bambino di correre a piedi nudi nella sabbia e sull’erba dalla mattina alla sera. Insomma un’infanzia che come in un film vorrei riarrotolare e riavviare all’infinito. Ricordo le distese di pistacchi a seccare, ricordo ancora la raccolta e l’essiccazione dei datteri,
ricordo ancora il profumo dei dolcetti di miele, ma quello che veramente mi è rimasto della Tunisia sono i tre piatti che ancora oggi, come allora, fanno parte della tradizione culinaria della mia famiglia:

  • Il cus cus di Nebeur
  • Brik a l’oeuf
  • Le carote alla Mohammed.
  • Comincio quindi a raccontarvi questi piatti.

Forse non fregherà nulla a nessuno, ma voglio raccontare le mie esperienza passando per i piatti che ho incontrato, che ho amato e che ho imparato a fare. Quei piatti che più di qualsiasi cosa raccontano la cultura di un popolo e di tanti popoli incontrati. Parto ovviamente dalla Tunisia; Poi il mio rientro in Italia; Poi il Madagascar; Poi di nuovo l’Italia; La Svizzera e la Germania; Il Brasile; Il Burkina Faso; Il Marocco; La Spagna.
E poi quello che mi piace del mondo.

Io e mia mamma poi arrivammo poco prima della fine di Agosto 1966. Avevo poco più di 15 giorni e tutto era da scoprire. Ad aspettarci mio padre, Muhammed il cuoco ed il cane Bella, il cane della mia infanzia. Quel cane che ogni bambino dovrebbe avere. Partiamo la settimana prossima con la Tunisia

LE RICETTE A PUNTATE DI MARCELLO GIANFEROTTI

Perché questo blog? L’idea è nata poco tempo fa. Avevo voglia di far conoscere non tanto la mia storia personale, quanto i piatti che hanno segnato la mia vita, insieme a ristoranti, preferibilmente etnici e recensioni culinarie in generale.

Questo blog è la trasposizione via web del libro che ho recentemente scritto e pubblicato con Samizdat Ediziones SL che si chiama appunto “Il giro del Mondo in 80 piatti”. Ogni settimana ci sarà una “puntata” diversa, con una ricetta del cuore e un piccolo aneddoto legata ad essa. Spero che queste ricette vi prendano non solo per la gola, ma anche e soprattutto per il cuore, così come hanno fatto con me. A presto!